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	<description>La collana mediorientale dell'Editrice il Sirente per una conoscenza diretta tra popoli senza filtri di nessun tipo, neanche linguistici, per combattere quegli aspetti devastanti creati dalla disinformazione, dai pregiudizi e non ultimo dal turismo di massa.</description>
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		<title>Ridere a Beirut: nuvolette di guerra</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 21:18:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#124; Avvenire &#124; Lunedì 2 gennaio 2012 &#124; Riccardo Michelucci &#124; ​Una vignetta come terapia per i problemi della vita quotidiana in un Paese complesso, ma anche come mezzo per sollevare istanze politiche e sociali di cui la gente preferisce non parlare. Dopo essere diventate un fenomeno editoriale in Libano e in Francia, le storie illustrate della giovane [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.altriarabi.it&amp;blog=3282321&amp;post=1037&amp;subd=altriarabi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">| <a href="http://www.avvenire.it/Cultura/Pagine/nuvole-a-beirut.aspx">Avvenire</a> | Lunedì 2 gennaio 2012 | Riccardo Michelucci |</p>
<p style="text-align:justify;"><a title="Amalgam : Maya Zankoul" href="http://www.sirente.it/9788887847338/amalgam-maya-zankoul.php"><img class="alignleft" style="margin-right:20px;border:black 2px solid;" title="Amalgam : Maya Zankoul" src="http://www.sirente.it/book/9788887847338.jpg" alt="" /></a><a title="Amalgam 2 : Maya Zankoul" href="http://www.sirente.it/9788887847345/amalgam-2-maya-zankoul.php"><img class="alignleft" style="margin-right:20px;border:black 2px solid;" title="Amalgam 2 : Maya Zankoul" src="http://www.sirente.it/book/9788887847345.jpg" alt="" /></a></p>
<div id="autore" style="text-align:justify;">​Una vignetta come terapia per i problemi della vita quotidiana in un Paese complesso, ma anche come mezzo per sollevare istanze politiche e sociali di cui la gente preferisce non parlare. Dopo essere diventate un fenomeno editoriale in Libano e in Francia, le storie illustrate della giovane blogger libanese <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maya_Zankoul">Maya Zankoul</a> sono state tradotte anche in italiano dalla casa editrice <a href="http://www.sirente.it">il Sirente</a>, che ha dato alle stampe i suoi volumi <em><a href="http://www.sirente.it/9788887847338/amalgam-maya-zankoul.php">Amalgam</a> </em>e <em><a href="http://www.sirente.it/9788887847345/amalgam-2-maya-zankoul.php">Amalgam 2</a></em> (quest’ultimo uscirà in gennaio), nei quali l’artista racconta in modo ironico e spregiudicato le contraddizioni e i tabù del Paese dei cedri.</div>
<div style="text-align:justify;">
<em>Graphic designer</em> di talento nata in Arabia Saudita 25 anni fa, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maya_Zankoul">Zankoul</a> è arrivata in Libano nel 2005, in tempo per respirare a pieni polmoni l’atmosfera della Primavera di Beirut e il suo impatto sui giovani. Le sue vignette minimaliste, dal tratto quasi infantile, raccontano i problemi di una gioventù vittima della disoccupazione, della crisi degli alloggi e di un autoritarismo familiare legato alla tradizione, ma parlano con arguto sarcasmo anche di corruzione, maschilismo e disparità sociali. «La vita in Libano è difficile, ma la complicazione ha anche un risvolto divertente», ha spiegato nei giorni scorsi, durante un giro di presentazioni del suo lavoro in varie città italiane.</p>
<p>La sua esperienza è nata quasi per caso, un paio d’anni fa, grazie allo straordinario successo riscontrato dalle vignette pubblicate sul suo blog, dal quale sono poi nati i libri. Viene quasi automatico un accostamento con l’iraniana Marjane Satrapi: <em>Amalgam</em> non ha l’intensità emotiva di <em>Persepolis</em>, ma servendosi dell’ironia riesce comunque a raccontare la realtà quotidiana di un Paese pieno di contraddizioni, disordinato, esuberante, talvolta anche disinibito. Il primo volume, autobiografico, è una raccolta di episodi realmente accaduti all’autrice, che fotografano in modo originale la società libanese, usando la satira per parlare anche di eventi drammatici. Il secondo, più incentrato sui temi sociali, dà invece uno spaccato inedito del Libano odierno.</p>
<p>La gioventù raccontata da Zankoul è disincantata e ironica, capace di scherzare anche in tempo di guerra («Scommettiamo quale sarà il prossimo ponte che salterà in aria?», si chiedeva con gli amici durante l’ultimo conflitto con Israele), di ironizzare su problemi quotidiani come l’elettricità razionata («Quasi vent’anni dopo la fine della guerra civile il razionamento è ancora una realtà quotidiana»). Oppure di giocare con i paradossi dell’emancipazione femminile, ricordando che una donna libanese su tre si è sottoposta a chirurgia plastica e che molte donne vanno a fare jogging truccate («Ma il mascara non va via con il sudore?», si chiede).</p>
<p>Eppure il sistema sociale libanese ha ancora una base patriarcale e riconosce piena cittadinanza soltanto agli uomini. «Il velo e la minigonna non sono indicatori attendibili di sottomissione o libertà – spiega –. La donna libanese è più libera rispetto ad altri Paesi arabi ma mancano ancora alcuni diritti effettivi. Per esempio non possono ancora aprire un conto in banca al figlio o dargli la nazionalità». A complicare ulteriormente la vita alle donne, poi, c’è anche un diffuso pregiudizio sociale: «In Libano, prima dei ventun anni nessun genitore ti parla di ragazzi. Dopo vogliono che tu ti sposi.</p>
<p>Dopo il mio successo con il blog, mia nonna mi ha chiesto: hai delle buone notizie per me? E io le ho detto: ho un libro, un blog e sta andando tutto davvero bene». Ma lei ha risposto: «L’unica buona notizia per me sarebbe il tuo matrimonio». La religione è un altro tema ricorrente. <em>Amalgam</em> insiste sui paradossi di un Paese tra i più ricchi e liberi del mondo arabo, dove però le differenze religiose – con ben 18 confessioni religiose per soli 4 milioni di abitanti – rappresentano ancora la principale causa di tensione politica.</p>
<p>Oggi, la gioventù libanese è tormentata anche dal dilemma esistenziale sul «restare o partire»: molti ritengono che il Paese non offra niente e per questo se ne vanno in Europa o in America. Maya non ha dubbi. Sull’onda del successo dei suoi libri viene invitata in tutto il mondo e se volesse, potrebbe andarsene a vivere in Occidente. «Ma andar via vorrebbe dire aver perso la speranza – dice –. Io invece ho deciso di non scappare perché se tutti se ne vanno il mio Paese non cambierà mai. Gli ostacoli vanno superati e disegnare, per me, è un modo di resistere».</p></div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/altriarabi.wordpress.com/1037/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/altriarabi.wordpress.com/1037/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/altriarabi.wordpress.com/1037/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/altriarabi.wordpress.com/1037/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/altriarabi.wordpress.com/1037/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/altriarabi.wordpress.com/1037/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/altriarabi.wordpress.com/1037/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/altriarabi.wordpress.com/1037/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/altriarabi.wordpress.com/1037/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/altriarabi.wordpress.com/1037/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/altriarabi.wordpress.com/1037/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/altriarabi.wordpress.com/1037/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/altriarabi.wordpress.com/1037/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/altriarabi.wordpress.com/1037/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.altriarabi.it&amp;blog=3282321&amp;post=1037&amp;subd=altriarabi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Maya, una giovane tra blog e fumetto</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 06:27:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#124; Noidonne &#124; Martedì 27 dicembre 2011 &#124; Barbara Antonelli &#124; Maya Zankoul sfoga nel blog le frustrazioni di giovane libanese. Oggi le sue vignette sarcastiche sono diventate un fumetto che racconta un mondo di contrasti sociali, maschilismo e corruzione “Se ho un problema, ne faccio una vignetta. E mi sento meglio”. È iniziato quasi per gioco il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.altriarabi.it&amp;blog=3282321&amp;post=1030&amp;subd=altriarabi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">| <a href="http://www.noidonne.org/articolo.php?ID=03820">Noidonne</a> | Martedì 27 dicembre 2011 | <a href="http://www.noidonne.org/autori.php#autore_318">Barbara Antonelli</a> |</p>
<p style="text-align:justify;"><a title="Amalgam : Maya Zankoul" href="http://www.sirente.it/9788887847338/amalgam-maya-zankoul.php"><img class="alignleft" style="margin-right:20px;border:black 2px solid;" title="Amalgam : Maya Zankoul" src="http://www.sirente.it/book/9788887847338.jpg" alt="" /></a><a title="Amalgam 2 : Maya Zankoul" href="http://www.sirente.it/9788887847345/amalgam-2-maya-zankoul.php"><img class="alignleft" style="margin-right:20px;border:black 2px solid;" title="Amalgam 2 : Maya Zankoul" src="http://www.sirente.it/book/9788887847345.jpg" alt="" /></a></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Maya Zankoul sfoga nel blog le frustrazioni di giovane libanese. Oggi le sue vignette sarcastiche sono diventate un fumetto che racconta un mondo di contrasti sociali, maschilismo e corruzione</strong></p>
<div id="autore" style="text-align:justify;"><a href="http://www.noidonne.org/files/articoli/g/03820_1.jpg" rel="floatboxGroup" target="_blank"><img class="alignright" style="margin-left:20px;border-color:initial;border-style:initial;border-width:0;" src="http://www.noidonne.org/files/articoli/m/03820_1.jpg" alt="" width="190" height="180" border="0" /></a></div>
<div style="text-align:justify;">“Se ho un problema, ne faccio una vignetta. E mi sento meglio”. È iniziato quasi per gioco il blog di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maya_Zankoul">Maya Zankoul</a>, ventitreenne libanese, illustratrice e designer originaria di Beirut, per diventare poi uno dei blog più seguiti del mondo arabo. Da quel sarcasmo e quello humour, armi affilate contro il maschilismo e il sistema patriarcale, la corruzione e le ingiustizie sociali proprie della società libanese, è nato un fumetto, una graphic novel in due volumi, <a href="http://www.sirente.it/9788887847338/amalgam-maya-zankoul.php">Amalgam</a>, tradotto ed edito in Italia da <a href="http://www.sirente.it">il Sirente</a>.<br />
A vederla così, in jeans e maglietta, e occhi da gatta disegnati da brava libanese con l’eyeliner nero, seduta in un caffè-libreria del quartiere romano del Pigneto, a sentirla raccontare le sue vignette divertenti e autobiografiche, Maya appare una giovane donna che potrebbe collocarsi in qualsiasi parte del mondo. “Sono una vittima del sistema ogni singolo giorno” si legge sul suo blog; “disegnare &#8211; ci spiega &#8211; è diventato un modo per dissipare le tensioni della routine quotidiana, o semplicemente per raccontare in modo ultrarapido spaccati del mio vissuto”. Il blog è stato per Maya “una stanza tutta per sé”, ovvero il suo pianeta sul quale scrivere tre volte a settimana per “disegnare liberamente e dare sfogo alle frustrazioni”. Una conferma delle grandi potenzialità offerte alle donne dal web, rendendole protagoniste di una piazza virtuale, laddove lo spazio pubblico è spesso occupato solo ed esclusivamente da uomini. “Il web &#8211; spiega Maya &#8211; riesce a far passare contenuti e punti di vista “liberamente” e costituisce una finestra aperta sul mondo”.</div>
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<div style="text-align:justify;"></div>
<div style="text-align:justify;"><strong>È per questo che pur essendo francofona e parlando anche arabo, hai scelto la lingua inglese per esprimerti sul tuo blog?</strong></div>
<div style="text-align:justify;">“Sì, é una lingua molto utilizzata in Libano, anche tra gli internazionali, e inoltre volevo raggiungere un pubblico più vasto”.</div>
<div style="text-align:justify;"></div>
<div style="text-align:justify;">Maya disegna da quando aveva 5 anni. È cresciuta a Jeddah, in Arabia Saudita e quando è tornata in Libano nel 2005, poco prima dell’assassinio del premier Rafiq Hariri, ha visto come le giovani generazioni libanesi di oggi sono costrette a fare i conti, loro malgrado, con le conseguenze di anni di guerra civile, pur non avendola vissuta sulla loro pelle. Così sono nate le sue vignette colorate e sarcastiche, che parlano della “disorganizzazione del sistema, delle gravi ingiustizie sociali, dei disservizi, ma anche del traffico estenuante di Beirut e dell’impossibilità di avere corrente elettrica per 24 ore di seguito, tanto da dover ricorrere a generatori”. La corruzione dominante nei processi di ricostruzione della capitale libanese è una delle questioni centrali perché in un paese di 4 milioni, dove apparentemente “convivono” 18 confessioni religiose, la diversità delle componenti è senza dubbio fonte di ricchezza culturale ma anche di difficoltà sul piano politico, di tensioni religiose e di gravi carenze dal punto di vista dello sviluppo sociale. “Ma il senso di frustrazione per me che venivo dalla vita blindata di adolescente in Arabia, limitata al compound dove vivevamo e alla scuola francese che ho frequentato, è stato anche scoprire sulla mia pelle i tratti distintivi della società di questo paese, l’ostentazione e l’apparenza (i suoi personaggi sono senza naso, una critica sarcastica all’elevato numero di interventi di chirurgia plastica a cui si sottopongono le donne libanesi, ndr), il maschilismo, una struttura patriarcale. E difficoltà di genere come l’elevato numero di casi di violenza domestica, il fatto che ci sia poca protezione per le donne e che alle donne non sia riconosciuto per esempio il diritto di trasmettere la nazionalità ai propri figli”.</div>
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<div style="text-align:justify;"></div>
<div style="text-align:justify;"><strong>Da dove è nata l’idea del fumetto?</strong><br />
“Sono stati i miei amici a farmi un regalo di compleanno e a stampare tutte le vignette del mio blog, facendone una specie di libro. Da lì è nata l’idea. Ma è stata dura trovare un editore. Mi dicevano che nessuno lo avrebbe comprato”. Così Maya ha deciso di sfidare il sistema, anche quello dell’editoria, di chi gli aveva assicurato che un libro a fumetti in Libano non avrebbe avuto alcun successo “perché il fumetto è per bambini”. È diventata imprenditrice di se stessa, ha autoprodotto il primo volume in 1000 copie, diffondendolo in conto vendita. È arrivato al quinto posto per vendita nelle classifiche del Virgin Megastore di Beirut.<br />
Oltre all’ironia caustica e all’arte grafica, certo non le manca la creatività. Sul suo blog c’è addirittura la possibilità di scaricare degli sticker da usare come biglietto per parcheggiare (sul blog abbondano le vignette su quanto sia difficile trovare parcheggio a Beirut) e un programma, lo “<a href="http://zankoulizer.me/">Zankoulizer</a>” per creare il proprio avatar con i tratti distintivi dei personaggi di Maya.</div>
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<div style="text-align:justify;"><strong>Nella raccolta di episodi di Amalgam ce n’è uno a cui sei particolarmente affezionata? </strong></div>
<div style="text-align:justify;">“Ce ne sono diversi, ma uno che mi è molto caro e che è anche un episodio di vita vissuta è quello in cui racconto di quando mia nonna mi ha chiesto, ‘hai delle buone notizie per me?’ Le ho risposto che avevo appena scritto un libro, che facevo mostre e presentazioni, come illustratrice e graphic designer. La sua risposta? ‘Voglio che tu ti sposi! Questa è l’unica bella notizia che puoi darmi!’”</div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/altriarabi.wordpress.com/1030/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/altriarabi.wordpress.com/1030/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/altriarabi.wordpress.com/1030/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/altriarabi.wordpress.com/1030/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/altriarabi.wordpress.com/1030/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/altriarabi.wordpress.com/1030/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/altriarabi.wordpress.com/1030/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/altriarabi.wordpress.com/1030/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/altriarabi.wordpress.com/1030/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/altriarabi.wordpress.com/1030/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/altriarabi.wordpress.com/1030/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/altriarabi.wordpress.com/1030/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/altriarabi.wordpress.com/1030/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/altriarabi.wordpress.com/1030/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.altriarabi.it&amp;blog=3282321&amp;post=1030&amp;subd=altriarabi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Amalgam, difesa dei diritti in… fumetto</title>
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		<description><![CDATA[&#124; Combonifem &#124; Lunedì 19 dicembre 2011 &#124; Maya Zankoul attraverso le sue illustrazioni vuole diffondere la sua visione della società libanese, piena di contraddizioni in particolare nei confronti del mondo femminile. Grazie a un blog e alla pubblicazione di un libro sta diffondendo un modo di fare informazione giovane e pieno di humor. «Se ho [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.altriarabi.it&amp;blog=3282321&amp;post=1015&amp;subd=altriarabi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>| <a href="http://www.combonifem.it/articolo.aspx?a=4555&amp;t=N">Combonifem</a> | Lunedì 19 dicembre 2011 |</p>
<p><a title="Amalgam : Maya Zankoul" href="http://www.sirente.it/9788887847338/amalgam-maya-zankoul.php"><img class="alignleft" style="margin-right:20px;border:black 2px solid;" title="Amalgam : Maya Zankoul" src="http://www.sirente.it/book/9788887847338.jpg" alt="" /></a><a title="Amalgam 2 : Maya Zankoul" href="http://www.sirente.it/9788887847345/amalgam-2-maya-zankoul.php"><img class="alignleft" style="margin-right:20px;border:black 2px solid;" title="Amalgam 2 : Maya Zankoul" src="http://www.sirente.it/book/9788887847345.jpg" alt="" /></a></p>
<p><em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maya_Zankoul">Maya Zankoul</a> attraverso le sue illustrazioni vuole diffondere la sua visione della società libanese, piena di contraddizioni in particolare nei confronti del mondo femminile. Grazie a un blog e alla pubblicazione di un libro sta diffondendo un modo di fare informazione giovane e pieno di humor.</em></p>
<p>«Se ho un problema, ne faccio una vignetta. E mi sento meglio». Fare fumetti e scrivere è molto più di una passione per la giovane <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maya_Zankoul">Maya Zankoul</a>. Classe 1986, ha studiato a Jeddah in Arabia Saudita fino al 2005. Ritornata a Beirut, sua città natale, decise a ventitre anni di aprire un <a href="http://mayazankoul.wordpress.com/" target="_blank">blog</a> per raccogliere tutte le sue illustrazioni che descrivevano la sua vita quotidiana, i suoi pensieri, ma soprattutto le sue denunce contro una società spesso piena di contraddizioni.<br />
Da un’idea, nata per gioco, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maya_Zankoul">Maya</a> ha così creato lo spazio online <a href="http://www.sirente.it/9788887847338/amalgam-maya-zankoul.php">Amalgam</a> da subito molto seguito, anche grazie alla pubblicazione di vignette politiche in occasione delle elezioni del 2009. Il passo successivo è stato la realizzazione di un libro, che raccoglie il suo lavoro in due volumi. Il testo in Italia è edito da <a href="http://www.sirente.it">il Sirente</a>. Uno dei temi a lei più cari è la condizione della donna libanese, da un lato vittima molto spesso di violenza domestica e sottomissione patriarcale e dall’altro ossessionata dall’apparenza e dal raggiungimento della perfezione attraverso la chirurgia plastica.<br />
Linguaggio giovane, immediato e pieno di sarcasmo è l’ingrediente con cui l’autrice cerca di denunciare corruzione, maschilismo e disparità sociali. Di sé stessa dice di essere ogni giorno una vittima del sistema in cui vive, per questo è suo diritto portare avanti, anche solo grazie ad un fumetto, un messaggio fermo e in controtendenza per non cadere in un’esistenza passiva.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/altriarabi.wordpress.com/1015/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/altriarabi.wordpress.com/1015/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/altriarabi.wordpress.com/1015/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/altriarabi.wordpress.com/1015/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/altriarabi.wordpress.com/1015/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/altriarabi.wordpress.com/1015/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/altriarabi.wordpress.com/1015/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/altriarabi.wordpress.com/1015/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/altriarabi.wordpress.com/1015/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/altriarabi.wordpress.com/1015/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/altriarabi.wordpress.com/1015/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/altriarabi.wordpress.com/1015/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/altriarabi.wordpress.com/1015/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/altriarabi.wordpress.com/1015/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.altriarabi.it&amp;blog=3282321&amp;post=1015&amp;subd=altriarabi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il successo di &#8220;Amalgam&#8221;, blog e fumetto della libanese Maya Zankoul</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 13:59:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#124; Controcampus &#124; Lunedì 19 dicembre 2011 &#124; Benedetta Michelangeli &#124; Si chiama Amalgam ed è uno dei blog più seguiti del mondo arabo. L’autrice è la venticinquenne libanese Maya Zankoul: ha studiato Graphic Design e seguendo la sua passione per il disegno ha creato questo blog nel quale da due anni condivide vignette che parlano della società libanese, sulla scia di Marjane Satrapi che con Persepolis ha fatto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.altriarabi.it&amp;blog=3282321&amp;post=1012&amp;subd=altriarabi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">| <a href="http://www.controcampus.it/spip.php?article26898">Controcampus</a> | Lunedì 19 dicembre 2011 | Benedetta Michelangeli |</p>
<p style="text-align:justify;"><a title="Amalgam : Maya Zankoul" href="http://www.sirente.it/9788887847338/amalgam-maya-zankoul.php"><img class="alignleft" style="margin-right:20px;border:black 2px solid;" title="Amalgam : Maya Zankoul" src="http://www.sirente.it/book/9788887847338.jpg" alt="" /></a><a title="Amalgam 2 : Maya Zankoul" href="http://www.sirente.it/9788887847345/amalgam-2-maya-zankoul.php"><img class="alignleft" style="margin-right:20px;border:black 2px solid;" title="Amalgam 2 : Maya Zankoul" src="http://www.sirente.it/book/9788887847345.jpg" alt="" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Si chiama <strong><a href="http://www.sirente.it/9788887847338/amalgam-maya-zankoul.php">Amalgam</a> </strong>ed è uno dei <strong>blog</strong> più seguiti del mondo arabo. L’autrice è la venticinquenne libanese <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maya_Zankoul">Maya Zankoul</a></strong>: ha studiato <strong>Graphic Design </strong>e seguendo la sua passione per il disegno ha creato questo blog nel quale da due anni condivide vignette che parlano della società libanese, sulla scia di <strong>Marjane Satrapi</strong> che con <strong>Persepolis </strong>ha fatto il suo racconto della vita in <strong>Iran</strong>.<br />
La giovane autrice libanese non aveva pensato ad un libro: inizialmente l’idea era quella di sfruttare le potenzialità del web per condividere le vignette che faceva, inseguendo la passione del disegno che ha dall’età di cinque anni. Non soltanto immagini che potessero dar sfogo alla frustrazione causata dalle contraddizioni e ingiustizie della società del suo paese, ma anche semplici racconti di vicende quotidiane.<br />
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maya_Zankoul">Maya</a> si è fatta conoscere nel <strong>2009</strong> quando in occasione delle elezioni in <strong>Libano </strong>ha realizzato delle vignette “politiche” che hanno incuriosito media e giovani utenti del web. Sono stati gli amici di Maya a stampare tutte le vignette del suo blog come regalo di compleanno. Successivamente l’autrice ha autoprodotto il suo libro, stampandone 1000 copie. Contro ogni aspettativa il libro <strong>&#8220;<a href="http://www.sirente.it/9788887847338/amalgam-maya-zankoul.php">Amalgam</a>&#8220;</strong> ha raggiunto il quinto posto nelle classifiche di vendita del <strong>Virgin Megastore </strong>di<strong> Beirut</strong>. Adesso il fumetto in due volumi è stato <strong>tradotto in italiano</strong> ed è edito da <strong><a href="http://www.sirente.it">il Sirente</a>.<br />
</strong>Maya è nata a <strong>Beirut</strong> ed è cresciuta a <strong>Jeddah </strong>in <strong>Arabia Saudita </strong>dove ha frequentato la scuola francese. Per i suoi primi disegni usava il dialetto libanese. Scelta sostituita presto dall’inglese. Non ha avuto problemi di censura in quanto Internet in libano non sembra attualmente essere soggetto a controlli, come accade in molti altri paesi arabi.<br />
Queste vignette parlano delle<strong> gravi ingiustizie sociali</strong>, della <strong>corruzione</strong>, del <strong>maschilismo</strong> della società libanese. Ma lo fanno con una giusta dose di <strong>humor</strong>, chiave del successo di Maya. Tanti disegni sono dedicati alla <strong>contraddittoria condizione delle donne libanesi</strong>: la libertà di indossare qualsiasi capo di abbigliamento, l’ossessione dell’apparire perfette soprattutto grazie alla chirurgia plastica e parallelamente la loro posizione di <strong>sottomissione</strong> nella società. Dalla struttura patriarcale in cui sono inserite, alla violenza domestica che spesso subiscono e dalla quale è difficile uscire anche a causa della mancanza di una rete di protezione femminile. Insomma, una donna che appare ma che non può decidere nulla, privata anche del <strong>diritto di trasmettere la nazionalità ai propri figli</strong>.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/altriarabi.wordpress.com/1012/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/altriarabi.wordpress.com/1012/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/altriarabi.wordpress.com/1012/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/altriarabi.wordpress.com/1012/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/altriarabi.wordpress.com/1012/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/altriarabi.wordpress.com/1012/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/altriarabi.wordpress.com/1012/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/altriarabi.wordpress.com/1012/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/altriarabi.wordpress.com/1012/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/altriarabi.wordpress.com/1012/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/altriarabi.wordpress.com/1012/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/altriarabi.wordpress.com/1012/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/altriarabi.wordpress.com/1012/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/altriarabi.wordpress.com/1012/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.altriarabi.it&amp;blog=3282321&amp;post=1012&amp;subd=altriarabi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Intervista a Maya Zankoul</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 21:53:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#124; Mangialibri &#124; Martedì 13 dicembre 2011 &#124; Elena Torre &#124; Il Pisa Book Festival 2011 è l&#8217;occasione adatta per incontrare Maya Zankoul, promettente fumettista libanese, anche scrittrice e blogger. In Italia è arrivata grazie alla casa editrice il Sirente che di lei ha pubblicato una serie di graphic novel che raccontano con un&#8217;ironia accattivante cosa sia [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.altriarabi.it&amp;blog=3282321&amp;post=1008&amp;subd=altriarabi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>| <a href="http://mangialibri.com/node/9582">Mangialibri</a> | Martedì 13 dicembre 2011 | <a href="mailto:torre.elena@gmail.com">Elena Torre</a> |</p>
<p><a title="Amalgam : Maya Zankoul" href="http://www.sirente.it/9788887847338/amalgam-maya-zankoul.php"><img class="alignleft" style="margin-right:20px;border:black 2px solid;" title="Amalgam : Maya Zankoul" src="http://www.sirente.it/book/9788887847338.jpg" alt="" /></a><a title="Amalgam 2 : Maya Zankoul" href="http://www.sirente.it/9788887847345/amalgam-2-maya-zankoul.php"><img class="alignleft" style="margin-right:20px;border:black 2px solid;" title="Amalgam 2 : Maya Zankoul" src="http://www.sirente.it/book/9788887847345.jpg" alt="" /></a></p>
<p>Il <a href="http://www.pisabookfestival.it/">Pisa Book Festival</a> 2011 è l&#8217;occasione adatta per incontrare <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maya_Zankoul">Maya Zankoul</a>, promettente fumettista libanese, anche scrittrice e blogger. In Italia è arrivata grazie alla casa editrice <a href="http://www.sirente.it">il Sirente</a> che di lei ha pubblicato una serie di graphic novel che raccontano con un&#8217;ironia accattivante cosa sia realmente il mondo arabo. Maya è giovane, sorridente, contagiosa nel suo entusiasmo. E soprattutto ha voglia di raccontarsi.</p>
<p><strong>Qual è il modo migliore per raccontare i contesti in cui si vive?<br />
</strong>Trovo che il modo migliore per trasmettere i contesti sia il disegno, in grado di farsi comprendere da molte persone perché ognuno lo può interpretare secondo la sua immaginazione e il suo essere. E quindi trovo che è un mezzo di comunicazione universale, che non ha per forza bisogno di un testo per essere trasmesso.</p>
<p><strong>Quanto la componente ironica fa parte della tua scrittura?<br />
</strong>Non è una parte della mia scrittura, ma è una parte di come sono io, di come io penso. Quando scrivo sono molto trasparente, i miei lavori sono autobiografici, le persone di cui parlo sono quelle vere, che sono o sono state parte della mia vita.</p>
<p><strong>Quali sono possibilità e difficoltà del comunicare in un mondo globalizzato?<br />
</strong>Visto che il mondo è globalizzato credo che sia più facile comunicare perché il mondo è esposto a un gran numero di culture differenti e questo gli permette di comprendere un libro straniero e quindi dà una possibilità di conoscere l&#8217;altro. Qualche volta però la cultura – a causa della globalizzazione – perde la sua identità.</p>
<p><strong>C&#8217;è il rischio di stare a guardare alla finestra i mondi che non si conoscono senza approfondire e viverli in prima persona?<br />
</strong>Penso che il rischio che tu paventi sia reale. Le domande che mi sono state poste anche prima di questo incontro sono state molto &#8216;orientaliste&#8217;, rispecchiano la visione che i media hanno del mondo arabo. Come di persone che stanno a guardare dalla finestra, come un qualcosa di esotico, senza conoscere veramente la mia realtà.</p>
<p><strong>Oggi si è parlato ancora una volta di cultura femminile. Non è discriminante secondo te?<br />
</strong>Sì, lo è. Perché alla fine le donne scrivono esattamente come gli uomini, ma questo è difficile da far capire.</p>
<p><strong>Come decidi se una storia è una storia da scrivere oppure invece da disegnare?<br />
</strong>Mi pongono molto spesso questa domanda, ma in realtà le due cose non sono separate. Scrittura e disegno vanno insieme, io non scelgo, è un&#8217;ispirazione che mi viene da dentro e le due cose sono complementari.</p>
<p><strong>Che cosa ci dobbiamo aspettare da te?<br />
</strong>Non ho mai fatto dei piani, mai ho pensato che i miei libri per esempio sarebbero stati tradotti in italiano. Il progetto che si apre adesso è quello di trasformare i miei fumetti in cartoni animati, in modo da poter raggiungere un pubblico ancor più vasto.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/altriarabi.wordpress.com/1008/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/altriarabi.wordpress.com/1008/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/altriarabi.wordpress.com/1008/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/altriarabi.wordpress.com/1008/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/altriarabi.wordpress.com/1008/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/altriarabi.wordpress.com/1008/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/altriarabi.wordpress.com/1008/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/altriarabi.wordpress.com/1008/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/altriarabi.wordpress.com/1008/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/altriarabi.wordpress.com/1008/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/altriarabi.wordpress.com/1008/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/altriarabi.wordpress.com/1008/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/altriarabi.wordpress.com/1008/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/altriarabi.wordpress.com/1008/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.altriarabi.it&amp;blog=3282321&amp;post=1008&amp;subd=altriarabi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il libro consigliato è ”Amalgam” di Maya Zankoul, Editrice il Sirente</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 14:03:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#124; TGR Mediterraneo &#124; Domenica 11 dicembre 2011 &#124; Il libro consigliato è ”Amalgam” di Maya Zankoul, Editrice il Sirente.<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.altriarabi.it&amp;blog=3282321&amp;post=1020&amp;subd=altriarabi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">| <a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-c1586c35-61cb-4c89-997e-4b4ad037f120.html">TGR Mediterraneo</a> | Domenica 11 dicembre 2011 |</p>
<p style="text-align:justify;"><a title="Amalgam : Maya Zankoul" href="http://www.sirente.it/9788887847338/amalgam-maya-zankoul.php"><img class="alignleft" style="margin-right:20px;border:black 2px solid;" title="Amalgam : Maya Zankoul" src="http://www.sirente.it/book/9788887847338.jpg" alt="" /></a><a title="Amalgam 2 : Maya Zankoul" href="http://www.sirente.it/9788887847345/amalgam-2-maya-zankoul.php"><img class="alignleft" style="margin-right:20px;border:black 2px solid;" title="Amalgam 2 : Maya Zankoul" src="http://www.sirente.it/book/9788887847345.jpg" alt="" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Il libro consigliato è ”<a href="http://www.sirente.it/9788887847338/amalgam-maya-zankoul.php">Amalgam</a>” di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maya_Zankoul">Maya Zankoul</a>, <a href="http://www.sirente.it">Editrice il Sirente</a>.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/altriarabi.wordpress.com/1020/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/altriarabi.wordpress.com/1020/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/altriarabi.wordpress.com/1020/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/altriarabi.wordpress.com/1020/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/altriarabi.wordpress.com/1020/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/altriarabi.wordpress.com/1020/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/altriarabi.wordpress.com/1020/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/altriarabi.wordpress.com/1020/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/altriarabi.wordpress.com/1020/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/altriarabi.wordpress.com/1020/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/altriarabi.wordpress.com/1020/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/altriarabi.wordpress.com/1020/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/altriarabi.wordpress.com/1020/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/altriarabi.wordpress.com/1020/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.altriarabi.it&amp;blog=3282321&amp;post=1020&amp;subd=altriarabi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il Libano amaro e sorridente di Maya Zankoul</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 07:25:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arabone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#124; Il Manifesto &#124; Venerdì 11 novembre 2011 &#124; Anna Gabai &#124; Raccontare sé stessi e la propria quotidianità è un genere molto presente nella blogosfera, nei blog narrativi come in quelli grafici. In particolare, i fumetti autobiografici sono amati dal pubblico adulto, perché permettono di coltivare il proprio interesse per la letteratura grafica senza perdersi nei [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.altriarabi.it&amp;blog=3282321&amp;post=1002&amp;subd=altriarabi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">| <a href="http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/in-edicola/manip2n1/20111106/manip2pg/11/manip2pz/312888/">Il Manifesto</a> | Venerdì 11 novembre 2011 | <a href="mailto:anute81@yahoo.it">Anna Gabai</a> |</p>
<p style="text-align:justify;"><a title="Amalgam : Maya Zankoul" href="http://www.sirente.it/9788887847338/amalgam-maya-zankoul.php"><img class="alignleft" style="margin-right:20px;border:black 2px solid;" title="Amalgam : Maya Zankoul" src="http://www.sirente.it/book/9788887847338.jpg" alt="" /></a><a title="Amalgam 2 : Maya Zankoul" href="http://www.sirente.it/9788887847345/amalgam-2-maya-zankoul.php"><img class="alignleft" style="margin-right:20px;border:black 2px solid;" title="Amalgam 2 : Maya Zankoul" src="http://www.sirente.it/book/9788887847345.jpg" alt="" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Raccontare sé stessi e la propria quotidianità è un genere molto presente nella blogosfera, nei blog narrativi come in quelli grafici. In particolare, i fumetti autobiografici sono amati dal pubblico adulto, perché permettono di coltivare il proprio interesse per la letteratura grafica senza perdersi nei mondi fantastici dei supereroi o dei fumetti d&#8217;avventura: c&#8217;è possibilità di ritrovarsi in quello che si legge &#8211; se da piccoli sognavamo di fare gli astronauti e adesso lavoriamo in ufficio, siamo comunque interessanti e divertenti. E interessante e divertente è il blog della giovane graphic designer libanese <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maya_Zankoul">Maya Zankoul</a> di cui la casa editrice <a href="http://www.sirente.it">il Sirente</a> propone una selezione delle strisce a fumetti in due volumi, <a href="http://www.sirente.it/9788887847338/amalgam-maya-zankoul.php">Amalgam</a> e <a href="http://www.sirente.it/9788887847345/amalgam-2-maya-zankoul.php">Amalgam 2</a> (introduzione di Donatella Della Ratta, euro 15 ciascuno).<br />
Attualmente in pausa, il <a href="http://mayazankoul.com/">blog</a> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maya_Zankoul">Maya</a> era uno di quelli che si consultavano volentieri appena arrivati in ufficio o alla prima pausa caffè, perché infondeva una dose di buonumore e stampava sul viso il tipico sorriso del «se sapessi disegnare, disegnerei cosí!». Anche nel passaggio alla carta, nonostante una traduzione non sempre chiara, lo sguardo ironico e amorevole dell&#8217;autrice sulla sua vita quotidiana in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Libano">Libano</a> non si perde. In effetti, leggendo questi fumetti, si coglie la necessità di sfogarsi della graphic designer, ma non si tratta mai di sfoghi pessimisti e arrendevoli, bensì di momenti di comica riflessione sulla propria situazione.<br />
Tra i temi che emergono, centrale è quello dell&#8217;identità femminile in Libano, un paese dove la chirurgia estetica è all&#8217;ordine del giorno, e trucco e capelli vengono quotidianamente curati nel minimo dettaglio, anche quando si va a fare jogging. Ma la giovane autrice non demorde nel suo essere una professionista che si è data obiettivi diversi da quelli che la maggior parte delle sue coetanee sembrano seguire (essere provocanti e trovare un fidanzato) o da quelli che suggerisce la nonna (sposarsi). Gli occhiali da sole onnipresenti e l&#8217;ombelico scoperto delle ragazze possono ricordare una certa Italia che in cerca di orientamento va a rifugiarsi in spiaggia.<br />
Lo stile grafico di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maya_Zankoul">Maya Zankoul</a> è minimalista e curato, i personaggi e i dettagli ricorrenti costituiscono un filo conduttore nella serie e le didascalie a piè di pagina permettono una riflessione ulteriore riguardo ai tema trattati nella striscia, un aspetto molto importante che sottolinea l&#8217;impegno sociale di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maya_Zankoul">Maya</a>.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/altriarabi.wordpress.com/1002/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/altriarabi.wordpress.com/1002/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/altriarabi.wordpress.com/1002/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/altriarabi.wordpress.com/1002/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/altriarabi.wordpress.com/1002/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/altriarabi.wordpress.com/1002/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/altriarabi.wordpress.com/1002/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/altriarabi.wordpress.com/1002/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/altriarabi.wordpress.com/1002/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/altriarabi.wordpress.com/1002/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/altriarabi.wordpress.com/1002/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/altriarabi.wordpress.com/1002/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/altriarabi.wordpress.com/1002/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/altriarabi.wordpress.com/1002/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.altriarabi.it&amp;blog=3282321&amp;post=1002&amp;subd=altriarabi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il Libano in fumetti, intervista a Maya Zankoul</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Nov 2011 21:50:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arabone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#124; Caffè News &#124; Sabato 5 novembre 2011 &#124; Leyla Khalil &#124; Maya Zankoul, nata in Libano venticinque anni fa, è blogger e graphic designer libanese, conosciuta per lo più per le vignette sarcastiche che pubblica sul suo blog Amalgam. Cresciuta in Arabia Saudita e trasferitasi nuovamente a Beirut a diciott’anni per studiare Graphic Design, Maya racconta con i [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.altriarabi.it&amp;blog=3282321&amp;post=1040&amp;subd=altriarabi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">| <a href="http://www.caffenews.it/mezzogiorno-sud/28790/il-libano-in-fumetti-intervista-a-maya-zankoul/">Caffè News</a> | Sabato 5 novembre 2011 | <a href="mailto:pinguley@hotmail.it">Leyla Khalil</a> |</p>
<p style="text-align:justify;"><a title="Amalgam : Maya Zankoul" href="http://www.sirente.it/9788887847338/amalgam-maya-zankoul.php"><img class="alignleft" style="margin-right:20px;border:black 2px solid;" title="Amalgam : Maya Zankoul" src="http://www.sirente.it/book/9788887847338.jpg" alt="" /></a><a title="Amalgam 2 : Maya Zankoul" href="http://www.sirente.it/9788887847345/amalgam-2-maya-zankoul.php"><img class="alignleft" style="margin-right:20px;border:black 2px solid;" title="Amalgam 2 : Maya Zankoul" src="http://www.sirente.it/book/9788887847345.jpg" alt="" /></a></p>
<div id="autore" style="text-align:justify;"><strong><a href="http://blog.altriarabi.it/?attachment_id=28792" rel="attachment wp-att-28792"><img class="alignright" style="margin-left:20px;border-color:initial;border-style:initial;border-width:0;" src="http://www.caffenews.it/wp-content/uploads/2011/11/441px-Maya_Zankoul2-220x300.jpg" alt="" width="220" height="300" /></a></strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maya_Zankoul">Maya Zankoul</a>, nata in Libano venticinque anni fa, è<strong> blogger e graphic designer libanese, conosciuta per lo più per le vignette sarcastiche che pubblica sul suo blog <a href="http://www.sirente.it/9788887847338/amalgam-maya-zankoul.php">Amalgam</a>.</strong></div>
<div style="text-align:justify;">
<p align="justify">Cresciuta in Arabia Saudita e trasferitasi nuovamente a Beirut a diciott’anni per studiare Graphic Design, Maya racconta con i suoi fumetti la realtà quotidiana del Libano. Quella che alla maggior parte degli europei, infatuati di un’immagine esotica del Libano – illusi di trovare nell’odierna Beirut essenze di cannella, deserto e cammelli – ignora.</p>
<p align="justify">Dopo aver tentato l’auto-pubblicazione delle illustrazioni che postava sul blog, Maya ha raggiunto il successo in Libano e recentemente i due volumi del suo “Amalgam” sono stati pubblicati dalla casa editrice <a href="http://www.sirente.it">il Sirente</a><strong>.</strong></p>
<p align="justify">Durante un breve tour di presentazioni in Italia, Maya Zankoul si è resa disponibile a Caffè News per un’intervista nella quale svela la faccia del Libano che in pochi conoscono.</p>
<p align="justify">Dal vivo come nei suoi semplici ma essenziali fumetti, Maya unisce critica ed ironia nel rispondere alle nostre domande sul Libano, senza dimenticare quell’ottimismo che fa anche delle denunce più amare qualcosa di creativo e mai sterile o fine a sé stesso.</p>
<p align="justify">Sorridendo infatti, Maya ci parla di inquinamento, censura, donne sottomesse, stereotipi, ma anche di cucina libanese e di cultura musicale. E, a più riprese, rivela di confidare parecchio nella comunicazione, virtuale e reale, per creare per il Libano un nuovo futuro.</p>
<p align="justify"><strong>Rappresenti la realtà libanese tramite fumetti in inglese: perché hai scelto proprio questa lingua e questa forma di espressione e non un libro o una lingua come il francese o l’arabo?<br />
</strong><em>Ho scelto i fumetti perchè mi piacciono da quando ero piccola, l’inglese invece perchè l’università che frequentavo era in inglese, e su internet leggo quasi tutto in inglese, sono abituata, poi è la lingua parlata da più persone.</em></p>
<p align="justify"><strong>Quindi l’obiettivo era chiaramente raggiungere il maggior numero di persone?<br />
</strong><em>Sì, in realtà i primissimi disegni che ho fatto erano in libanese:non in arabo, proprio in dialetto libanese che si usa su internet (in caratteri latini, con numeri che riproducono suoni inesistenti in italiano, NdA) ma poi il cambiamento è venuto da sé: sono abituata all’inglese.</em></p>
<p align="justify"><strong>In Arabia Saudita quale lingua parlavi correntemente?<br />
</strong><em>La scuola era francese ma avevo anglofoni quindi parlavo inglese con loro.</em></p>
<p align="justify"><strong>Ti aspettavi tutto il successo che hai avuto?<br />
</strong><em>No, assolutamente no: ho iniziato per gioco, mi divertiva, il lavoro di cui mi occupavo era così noioso… Ho anche fatto un viaggio con la mia famiglia in Spagna e al mio ritorno ho fatto vignette con quello che mi era rimasto in mente, poi ci ho preso gusto ed ho deciso di continuare, mi sono detta “voglio ritrarre quello che succede quotidianamente in Libano”. Tutto quel che volevo esprimere, lo esprimevo con i disegni.</em></p>
<p align="justify"><strong>Perché pensi che la gente abbia apprezzato a tal punto questi disegni?<br />
</strong><em>Forse si sono identificati con quello che raffiguro:sono vicende che accadono anche a loro ogni giorno. Sono i miei amici che hanno iniziato a far circolare su Facebook i miei disegni. Poi nel 2009 in Libano c’erano le elezioni, ho fatto delle vignette a riguardo ed è da lì che i media se ne sono interessati ed i lettori sono aumentati piano piano.</em></p>
<p align="justify"><strong>A proposito di elezioni, politica e controllo: hai avuto problemi di censura?<br />
</strong><em>No, in Libano non c’è censura, ci sono pochi controlli su internet.</em></p>
<p align="justify"><strong><img class="alignright" style="margin-left:20px;border-color:initial;border-style:initial;border-width:0;" src="http://www.caffenews.it/wp-content/uploads/2011/11/300818_10150402353011885_513246884_10621315_160225648_n-300x110.jpg" alt="" width="335" height="129" /></strong></p>
<p align="justify"><strong>Ma so che sui film ci sono censure.<br />
</strong><em>Sì, certamente sì, ma su internet no, sai, le autorità ancora non prendono sul serio internet. Ora forse iniziano, ma non è come negli altri paesi arabi.</em></p>
<p align="justify"><strong>Come ad esempio in Giordania dove la giovane ragazza omosessuale che scriveva un blog e poi è stata presa ed è sparita nel nul</strong><strong>la.<br />
</strong><em>No, effettivamente in Libano è pieno di blog omosessuali, non ci sono problemi con i contenuti che si mettono online. C’è stato solo un caso di un tale che ha insultato il presidente ed è stato tenuto un po’ sotto controllo, ma niente di serio:le autorità hanno altro da fare ora.</em></p>
<p align="justify"><strong>Cosa pensi della nuova generazione intellettuale libanese che si sta facendo avanti da qualche anno – facciamo i nomi di Joumana Haddad o Darina Al-Joundi in letteratura, Meen e Mashrou Leila in campo musicale, Nadine Labaki nel cinema. Pensi che stia davvero nascendo qualcosa di nuovo in grado di dare al Libano un’identità autonoma che non li costringa ad imitare i modelli fissi e limitanti imposti dall’Occidente o dall’Oriente?<br />
</strong><em>In realtà non credo che in Libano stiano copiando l’Occidente:è un movimento universale che è in atto, non c’è più l’Oriente esotico dell’immaginario comune, è sparito del tutto. C’è certamente un carattere specifico di ogni paese, ma le cose sono cambiate.</em></p>
<p align="justify"><strong>Ma che pensi delle nuove mamme libanesi che parlano unicamente in inglese o francese ai figli? Non credi sia un modo per prendere le distanze da quell’idea di Libano visto da fuori come paese orientale invece che popolo mediterraneo ed ormai occidentalizzato, quale invece è?<br />
</strong><em>Il Libano è lontano dall’idea di palme, deserto, turbanti, è a metà strada fra Oriente ed Occidente:non penso sia un male, non bisogna essere per forza arabi. Abbiamo la nostra lingua, il parlare più lingue è frutto degli scambi culturali, i genitori che parlano altre lingue ai figli vogliono arricchirli perché sanno che comunque impareranno il libanese per altre vie.<br />
</em><em>I libanesi hanno la loro identità, molto flessibile e certamente un po’ internazionale:si adattano, ma è il normale sviluppo, secondo me. Non credo ad esempio che avere un sistema di trasporti pubblici in Libano significhi per forza copiar l’Occidente, penso significhi migliorare indipendentemente da dove il miglioramento viene!</em></p>
<p align="justify"><strong>Passiamo a un tema di cui sicuramente già avrai ampiamente parlato:la donna in Libano. Vedo che tu prendi in considerazione una doppia schiavitù:quella del velo ma anche quella del bisturi, che rappresenta un fenomeno meno noto nell’immagine che del Medio Oriente si ha in Europa.<br />
</strong><em>Sì, in Libano c’è l’ossessione delle apparenze:la donna libanese ha un’immagine molto libera, vedi tantissime ragazze in minigonna ricoperte di trucco, con i tacchi, ma niente affatto libere. Penso sia come una donna con burqa, schiava, vittima della società che impone alle donne la bellezza obbligatoria. È una sottomissione diversa alla società.<br />
</em><em>Poi questa donna sta in minigonna ma non può dar cittadinanza ai suoi bambini, non ha autorità, è sempre il marito o l’uomo o il padre a decidere tutto. Allora a cosa serve?</em></p>
<p align="justify"><strong>Tu, in quanto blogger, pensi di poter cambiare qualcosa in questa situazione?<br />
</strong><em>Sono molto ottimista e posso darti un piccolo esempio di come un piccolo blog può cambiare le cose. Tempo fa c’era una campagna pubblicitaria per la festa della mamma con una foto di madre e figlia con un naso enorme che diceva “Grazie mamma per il bene e per il male”, quindi indirettamente dicevano che il naso è un male che la madre passa alla figlia, il che è assurdo perchè non è un male e non è colpa della madre, poi un naso grandino può fare qualcuno molto bello. Allora ho fatto un post con una parodia critica di questa pubblicità, facendo un paragone anche con la trasmissione dell’Aids; qualche settimana dopo hanno cambiato la pubblicità in “Grazie mamma per avermi fatto unica”, hanno cambiato le immagini, anche.<br />
</em><em>Sai, è importante, perchè in un paese dove le ragazze sono così ossessionate sarebbe un incubo per una ragazza con un naso grande vedere una pubblicità così!</em></p>
<p align="justify"><strong>Quindi, come dicevi prima, i blogger iniziano ad avere più rilievo…<br />
</strong><em>Sì, spesso vengono presi illustratori e blogger anche per occuparsi di pubblicità.</em></p>
<p align="justify"><strong>Riguardo l’inquinamento e traffico in Libano, cui prima accennavi, che dici? C’è secondo te un modo di sviluppare ecologicamente il Libano senza rischi? Quando si tenta la ricostruzione delle ferrovie, vengono subito distrutte dalla guerra:pare allora che i libanesi abbiano smesso di tentare.<br />
</strong><em>In Libano la gente è sempre pronta alla guerra improvvisa. Io ho vissuto la guerra del 2006, non quella difficile, la guerra civile.<br />
</em><em>Nel 2006 la guerra fu improvvisa:c’è sempre un senso di provvisorietà per cui non sai quello che succederà domani, è anche per quello che i libanesi sono molto legati alla vita, alla vitalità, al carpe diem.<br />
</em><em>Gli piace divertirsi e fare festa perché oggi è così e domani non si sa.<br />
</em><em>Ma non è una scusa per evitare di far progressi come metro, treni, strade:sai quanti giovani muoiono in incidenti perché non ci sono regole, marciapiedi?<br />
</em><em>La gente attraversa la strada a piedi, ci sono problemi di internet lento, elettricità che salta. Spero che questo cambi senza guerra.<br />
</em><em>Ad esempio mia nonna aspetta sempre la guerra, è abituata, ma forse la nostra generazione può uscire da questo circolo perché non ha vissuto una guerra davvero devastante come quella civile:forse si può arrestare questa paura continua e questa mentalità.<br />
</em><em>Sono sicura che anche se tanta gente va via dal Libano per farsi una vita migliore, la vita si può far anche in Libano.</em></p>
<p align="justify"><strong><img class="alignright" style="margin-left:20px;border-color:initial;border-style:initial;border-width:0;" src="http://www.caffenews.it/wp-content/uploads/2011/11/7234ba5579c14bd986a60c94dc9b_grande-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /></strong></p>
<p align="justify"><strong>Ma ci sono molti infatti che tornano.<br />
</strong><em>Molti sì, ma molti no, sono rimasti fuori a cercare una vita migliore.</em></p>
<p align="justify"><strong>Allora per finire, se dovessi consigliare all’Italia un prodotto culturale libanese?<br />
</strong><em>Il gruppo Meen:musica molto libanese e al tempo stesso ironica. Molti libanesi cantano in inglese, loro invece usano il libanese e scrivono testi molto simpatici, divertenti.</em></p>
<p align="justify"><strong>E un prodotto di cucina, visto che nel tuo blog si parla anche di questo?<br />
</strong><em>Posso dirne tanti? Fattouche (insalata con pane tostato o fritto, cetrioli, lattuga, cipolla, limone ecc) con melassa di melograno (“dibs el remmen”), che è un po’ acida, poi labneh (a metà fra yogurt e formaggio fresco). Fra l’altro ultimamente ho fatto un’esposizione proprio sul cibo libanese… Ah, poi comunque c’è il knefeh (torta di semolino e formaggio) come dolce.<br />
</em><em>Ma alla base della cucina libanese ci sono labneh e olive.</em></p>
</div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/altriarabi.wordpress.com/1040/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/altriarabi.wordpress.com/1040/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/altriarabi.wordpress.com/1040/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/altriarabi.wordpress.com/1040/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/altriarabi.wordpress.com/1040/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/altriarabi.wordpress.com/1040/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/altriarabi.wordpress.com/1040/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/altriarabi.wordpress.com/1040/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/altriarabi.wordpress.com/1040/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/altriarabi.wordpress.com/1040/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/altriarabi.wordpress.com/1040/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/altriarabi.wordpress.com/1040/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/altriarabi.wordpress.com/1040/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/altriarabi.wordpress.com/1040/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.altriarabi.it&amp;blog=3282321&amp;post=1040&amp;subd=altriarabi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Amalgam : Maya Zankoul</media:title>
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			<media:title type="html">Amalgam 2 : Maya Zankoul</media:title>
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		<title>Il Libano in fumetti, intervista a Maya Zankoul</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Nov 2011 08:19:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arabone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#124; Caffè News Online Magazine &#124; Sabato 5 novembre 2011 &#124; Leyla Khalil &#124; Maya Zankoul, nata in Libano venticinque anni fa, è blogger e graphic designer libanese, conosciuta per lo più per le vignette sarcastiche che pubblica sul suo blog Amalgam. Cresciuta in Arabia Saudita e trasferitasi nuovamente a Beirut a diciott’anni per studiare Graphic Design, Maya racconta con i suoi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.altriarabi.it&amp;blog=3282321&amp;post=996&amp;subd=altriarabi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">| <a href="http://www.caffenews.it/mezzogiorno-sud/28790/il-libano-in-fumetti-intervista-a-maya-zankoul/">Caffè News Online Magazine</a> | Sabato 5 novembre 2011 | Leyla Khalil |</p>
<p style="text-align:justify;"><a title="Amalgam : Maya Zankoul" href="http://www.sirente.it/9788887847338/amalgam-maya-zankoul.php"><img class="alignleft" style="margin-right:20px;border:black 2px solid;" title="Amalgam : Maya Zankoul" src="http://www.sirente.it/book/9788887847338.jpg" alt="" /></a><a title="Amalgam 2 : Maya Zankoul" href="http://www.sirente.it/9788887847345/amalgam-2-maya-zankoul.php"><img class="alignleft" style="margin-right:20px;border:black 2px solid;" title="Amalgam 2 : Maya Zankoul" src="http://www.sirente.it/book/9788887847345.jpg" alt="" /></a></p>
<p style="text-align:justify;" align="justify"><strong><a href="http://blog.altriarabi.it/?attachment_id=28792" rel="attachment wp-att-28792"><img class="alignright" style="border-color:black;border-style:solid;border-width:2px;margin:0 20px;" src="http://www.caffenews.it/wp-content/uploads/2011/11/441px-Maya_Zankoul2-220x300.jpg" alt="" width="220" height="300" /></a></strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maya_Zankoul">Maya Zankoul</a>, nata in Libano venticinque anni fa, è <strong>blogger e graphic designer libanese, conosciuta per lo più per le vignette sarcastiche che pubblica sul suo blog <a href="http://mayazankoul.com/">Amalgam</a>.<br />
</strong>Cresciuta in <a href="http://admaster.heyos.com/core/clickfromclick.asp?idutente=7539&amp;tipo=G&amp;ideditore=551&amp;otp=MX5YZYM7SYYY5IHZYWZQGIYS&amp;d=http%3A%2F%2Fwww%2Ecaffenews%2Eit%2Fmezzogiorno%2Dsud%2F28790%2Fil%2Dlibano%2Din%2Dfumetti%2Dintervista%2Da%2Dmaya%2Dzankoul%2F&amp;k=arabia&amp;tooltips=S&amp;dettaglio=S&amp;idtooltip=143340561">Arabia</a> Saudita e trasferitasi nuovamente a Beirut a diciott’anni per studiare Graphic Design, <a href="http://admaster.heyos.com/core/clickfromclick.asp?idutente=7539&amp;tipo=G&amp;ideditore=551&amp;otp=MX5YZYM7SYYY5IHZYWZQGIYS&amp;d=http%3A%2F%2Fwww%2Ecaffenews%2Eit%2Fmezzogiorno%2Dsud%2F28790%2Fil%2Dlibano%2Din%2Dfumetti%2Dintervista%2Da%2Dmaya%2Dzankoul%2F&amp;k=maya&amp;tooltips=S&amp;dettaglio=S&amp;idtooltip=143343903">Maya</a> racconta con i suoi fumetti la realtà quotidiana del Libano. Quella che alla maggior parte degli europei, infatuati di un’immagine esotica del Libano – illusi di trovare nell’odierna Beirut essenze di cannella, deserto e cammelli – ignora.<br />
Dopo aver tentato l’auto-pubblicazione delle illustrazioni che postava sul blog, <a href="http://admaster.heyos.com/core/clickfromclick.asp?idutente=7539&amp;tipo=G&amp;ideditore=551&amp;otp=MX5YZYM7SYYY5IHZYWZQGIYS&amp;d=http%3A%2F%2Fwww%2Ecaffenews%2Eit%2Fmezzogiorno%2Dsud%2F28790%2Fil%2Dlibano%2Din%2Dfumetti%2Dintervista%2Da%2Dmaya%2Dzankoul%2F&amp;k=maya&amp;tooltips=S&amp;dettaglio=S&amp;idtooltip=143343903">Maya</a> ha raggiunto il successo in Libano e recentemente i due volumi del suo “Amalgam” sono stati pubblicati dalla casa <a href="http://admaster.heyos.com/core/clickfromclick.asp?idutente=7539&amp;tipo=G&amp;ideditore=551&amp;otp=MX5YZYM7SYYY5IHZYWZQGIYS&amp;d=http%3A%2F%2Fwww%2Ecaffenews%2Eit%2Fmezzogiorno%2Dsud%2F28790%2Fil%2Dlibano%2Din%2Dfumetti%2Dintervista%2Da%2Dmaya%2Dzankoul%2F&amp;k=editrice&amp;tooltips=S&amp;dettaglio=S&amp;idtooltip=143344104">editrice</a> <a href="http://www.sirente.it">il Sirente</a><strong>.<br />
</strong>Durante un breve tour di presentazioni in Italia, <a href="http://admaster.heyos.com/core/clickfromclick.asp?idutente=7539&amp;tipo=G&amp;ideditore=551&amp;otp=MX5YZYM7SYYY5IHZYWZQGIYS&amp;d=http%3A%2F%2Fwww%2Ecaffenews%2Eit%2Fmezzogiorno%2Dsud%2F28790%2Fil%2Dlibano%2Din%2Dfumetti%2Dintervista%2Da%2Dmaya%2Dzankoul%2F&amp;k=maya&amp;tooltips=S&amp;dettaglio=S&amp;idtooltip=143343903">Maya</a> Zankoul si è resa disponibile a Caffè News per un’intervista nella quale svela la faccia del Libano che in pochi conoscono.<br />
Dal vivo come nei suoi semplici ma essenziali fumetti, <a href="http://admaster.heyos.com/core/clickfromclick.asp?idutente=7539&amp;tipo=G&amp;ideditore=551&amp;otp=MX5YZYM7SYYY5IHZYWZQGIYS&amp;d=http%3A%2F%2Fwww%2Ecaffenews%2Eit%2Fmezzogiorno%2Dsud%2F28790%2Fil%2Dlibano%2Din%2Dfumetti%2Dintervista%2Da%2Dmaya%2Dzankoul%2F&amp;k=maya&amp;tooltips=S&amp;dettaglio=S&amp;idtooltip=143343903">Maya</a> unisce critica ed ironia nel rispondere alle nostre domande sul Libano, senza dimenticare quell’ottimismo che fa anche delle denunce più amare qualcosa di creativo e mai sterile o fine a sé stesso.<br />
Sorridendo infatti, <a href="http://admaster.heyos.com/core/clickfromclick.asp?idutente=7539&amp;tipo=G&amp;ideditore=551&amp;otp=MX5YZYM7SYYY5IHZYWZQGIYS&amp;d=http%3A%2F%2Fwww%2Ecaffenews%2Eit%2Fmezzogiorno%2Dsud%2F28790%2Fil%2Dlibano%2Din%2Dfumetti%2Dintervista%2Da%2Dmaya%2Dzankoul%2F&amp;k=maya&amp;tooltips=S&amp;dettaglio=S&amp;idtooltip=143343903">Maya</a> ci parla di inquinamento, censura, donne sottomesse, stereotipi, ma anche di cucina libanese e di cultura musicale. E, a più riprese, rivela di confidare parecchio nella <a href="http://admaster.heyos.com/core/clickfromclick.asp?idutente=7539&amp;tipo=G&amp;ideditore=551&amp;otp=MX5YZYM7SYYY5IHZYWZQGIYS&amp;d=http%3A%2F%2Fwww%2Ecaffenews%2Eit%2Fmezzogiorno%2Dsud%2F28790%2Fil%2Dlibano%2Din%2Dfumetti%2Dintervista%2Da%2Dmaya%2Dzankoul%2F&amp;k=comunicazione&amp;tooltips=S&amp;dettaglio=S&amp;idtooltip=143343773">comunicazione</a>, virtuale e reale, per creare per il Libano un nuovo futuro.</p>
<p style="text-align:justify;" align="justify"><strong>Rappresenti la realtà libanese tramite fumetti in <a href="http://admaster.heyos.com/core/clickfromclick.asp?idutente=7539&amp;tipo=G&amp;ideditore=551&amp;otp=MX5YZYM7SYYY5IHZYWZQGIYS&amp;d=http%3A%2F%2Fwww%2Ecaffenews%2Eit%2Fmezzogiorno%2Dsud%2F28790%2Fil%2Dlibano%2Din%2Dfumetti%2Dintervista%2Da%2Dmaya%2Dzankoul%2F&amp;k=inglese&amp;tooltips=S&amp;dettaglio=S&amp;idtooltip=143339772">inglese</a>: perché hai scelto proprio questa lingua e questa forma di espressione e non un libro o una lingua come il francese o l’arabo?<br />
</strong><em>Ho scelto i fumetti perchè mi piacciono da quando ero piccola, l’<a href="http://admaster.heyos.com/core/clickfromclick.asp?idutente=7539&amp;tipo=G&amp;ideditore=551&amp;otp=MX5YZYM7SYYY5IHZYWZQGIYS&amp;d=http%3A%2F%2Fwww%2Ecaffenews%2Eit%2Fmezzogiorno%2Dsud%2F28790%2Fil%2Dlibano%2Din%2Dfumetti%2Dintervista%2Da%2Dmaya%2Dzankoul%2F&amp;k=inglese&amp;tooltips=S&amp;dettaglio=S&amp;idtooltip=143339772">inglese</a> invece perchè l’università che frequentavo era in <a href="http://admaster.heyos.com/core/clickfromclick.asp?idutente=7539&amp;tipo=G&amp;ideditore=551&amp;otp=MX5YZYM7SYYY5IHZYWZQGIYS&amp;d=http%3A%2F%2Fwww%2Ecaffenews%2Eit%2Fmezzogiorno%2Dsud%2F28790%2Fil%2Dlibano%2Din%2Dfumetti%2Dintervista%2Da%2Dmaya%2Dzankoul%2F&amp;k=inglese&amp;tooltips=S&amp;dettaglio=S&amp;idtooltip=143339772">inglese</a>, e su internet leggo quasi tutto in <a href="http://admaster.heyos.com/core/clickfromclick.asp?idutente=7539&amp;tipo=G&amp;ideditore=551&amp;otp=MX5YZYM7SYYY5IHZYWZQGIYS&amp;d=http%3A%2F%2Fwww%2Ecaffenews%2Eit%2Fmezzogiorno%2Dsud%2F28790%2Fil%2Dlibano%2Din%2Dfumetti%2Dintervista%2Da%2Dmaya%2Dzankoul%2F&amp;k=inglese&amp;tooltips=S&amp;dettaglio=S&amp;idtooltip=143339772">inglese</a>, sono abituata, poi è la lingua parlata da più persone.</em></p>
<p style="text-align:justify;" align="justify"><strong>Quindi l’obiettivo era chiaramente raggiungere il maggior numero di persone?<br />
</strong><em>Sì, in realtà i primissimi disegni che ho fatto erano in libanese:non in arabo, proprio in dialetto libanese che si usa su internet (in caratteri latini, con numeri che riproducono suoni inesistenti in italiano, NdA) ma poi il cambiamento è venuto da sé: sono abituata all’inglese.</em></p>
<p style="text-align:justify;" align="justify"><strong>In <a href="http://admaster.heyos.com/core/clickfromclick.asp?idutente=7539&amp;tipo=G&amp;ideditore=551&amp;otp=MX5YZYM7SYYY5IHZYWZQGIYS&amp;d=http%3A%2F%2Fwww%2Ecaffenews%2Eit%2Fmezzogiorno%2Dsud%2F28790%2Fil%2Dlibano%2Din%2Dfumetti%2Dintervista%2Da%2Dmaya%2Dzankoul%2F&amp;k=arabia&amp;tooltips=S&amp;dettaglio=S&amp;idtooltip=143340561">Arabia</a> Saudita quale lingua parlavi correntemente?<br />
</strong><em>La scuola era francese ma avevo anglofoni quindi parlavo <a href="http://admaster.heyos.com/core/clickfromclick.asp?idutente=7539&amp;tipo=G&amp;ideditore=551&amp;otp=MX5YZYM7SYYY5IHZYWZQGIYS&amp;d=http%3A%2F%2Fwww%2Ecaffenews%2Eit%2Fmezzogiorno%2Dsud%2F28790%2Fil%2Dlibano%2Din%2Dfumetti%2Dintervista%2Da%2Dmaya%2Dzankoul%2F&amp;k=inglese&amp;tooltips=S&amp;dettaglio=S&amp;idtooltip=143339772">inglese</a> con loro.</em></p>
<p style="text-align:justify;" align="justify"><strong>Ti aspettavi tutto il successo che hai avuto?<br />
</strong><em>No, assolutamente no: ho iniziato per gioco, mi divertiva, il lavoro di cui mi occupavo era così noioso… Ho anche fatto un viaggio con la mia famiglia in <a href="http://admaster.heyos.com/core/clickfromclick.asp?idutente=7539&amp;tipo=G&amp;ideditore=551&amp;otp=MX5YZYM7SYYY5IHZYWZQGIYS&amp;d=http%3A%2F%2Fwww%2Ecaffenews%2Eit%2Fmezzogiorno%2Dsud%2F28790%2Fil%2Dlibano%2Din%2Dfumetti%2Dintervista%2Da%2Dmaya%2Dzankoul%2F&amp;k=spagna&amp;tooltips=S&amp;dettaglio=S&amp;idtooltip=143341129">Spagna</a> e al mio ritorno ho fatto vignette con quello che mi era rimasto in mente, poi ci ho preso gusto ed ho deciso di continuare, mi sono detta “voglio ritrarre quello che succede quotidianamente in Libano”. Tutto quel che volevo esprimere, lo esprimevo con i disegni.</em></p>
<p style="text-align:justify;" align="justify"><strong>Perché pensi che la gente abbia apprezzato a tal punto questi disegni?<br />
</strong><em>Forse si sono identificati con quello che raffiguro:sono vicende che accadono anche a loro ogni giorno. Sono i miei amici che hanno iniziato a far circolare su Facebook i miei disegni. Poi nel 2009 in Libano c’erano le elezioni, ho fatto delle vignette a riguardo ed è da lì che i media se ne sono interessati ed i lettori sono aumentati piano piano.</em></p>
<p style="text-align:justify;" align="justify"><strong>A proposito di elezioni, politica e controllo: hai avuto problemi di censura?<br />
</strong><em>No, in Libano non c’è censura, ci sono pochi controlli su internet.</em></p>
<p style="text-align:justify;" align="justify"><strong><img class="alignright" style="margin:10px;" src="http://www.caffenews.it/wp-content/uploads/2011/11/300818_10150402353011885_513246884_10621315_160225648_n-300x110.jpg" alt="" width="335" height="129" /></strong></p>
<p style="text-align:justify;" align="justify"><strong>Ma so che sui film ci sono censure.<br />
</strong><em>Sì, certamente sì, ma su internet no, sai, le autorità ancora non prendono sul serio internet. Ora forse iniziano, ma non è come negli altri paesi arabi.</em></p>
<p style="text-align:justify;" align="justify"><strong>Come ad esempio in Giordania dove la giovane ragazza omosessuale che scriveva un blog e poi è stata presa ed è sparita nel nul</strong><strong>la.<br />
</strong><em>No, effettivamente in Libano è pieno di blog omosessuali, non ci sono problemi con i contenuti che si mettono online. C’è stato solo un caso di un tale che ha insultato il presidente ed è stato tenuto un po’ sotto controllo, ma niente di serio:le autorità hanno altro da fare ora.</em></p>
<p style="text-align:justify;" align="justify"><strong>Cosa pensi della nuova generazione intellettuale libanese che si sta facendo avanti da qualche anno – facciamo i nomi di Joumana Haddad o Darina Al-Joundi in letteratura, Meen e Mashrou Leila in campo musicale, Nadine Labaki nel cinema. Pensi che stia davvero nascendo qualcosa di nuovo in grado di dare al Libano un’identità autonoma che non li costringa ad imitare i modelli fissi e limitanti imposti dall’Occidente o dall’Oriente?<br />
</strong><em>In realtà non credo che in Libano stiano copiando l’Occidente:è un movimento universale che è in atto, non c’è più l’Oriente esotico dell’immaginario comune, è sparito del tutto. C’è certamente un carattere specifico di ogni paese, ma le cose sono cambiate.</em></p>
<p style="text-align:justify;" align="justify"><strong>Ma che pensi delle nuove mamme libanesi che parlano unicamente in <a href="http://admaster.heyos.com/core/clickfromclick.asp?idutente=7539&amp;tipo=G&amp;ideditore=551&amp;otp=MX5YZYM7SYYY5IHZYWZQGIYS&amp;d=http%3A%2F%2Fwww%2Ecaffenews%2Eit%2Fmezzogiorno%2Dsud%2F28790%2Fil%2Dlibano%2Din%2Dfumetti%2Dintervista%2Da%2Dmaya%2Dzankoul%2F&amp;k=inglese&amp;tooltips=S&amp;dettaglio=S&amp;idtooltip=143339772">inglese</a> o francese ai figli? Non credi sia un modo per prendere le distanze da quell’idea di Libano visto da fuori come paese orientale invece che popolo mediterraneo ed ormai occidentalizzato, quale invece è?<br />
</strong><em>Il Libano è lontano dall’idea di palme, deserto, turbanti, è a metà strada fra Oriente ed Occidente:non penso sia un male, non bisogna essere per forza arabi. Abbiamo la nostra lingua, il parlare più lingue è frutto degli scambi culturali, i genitori che parlano altre lingue ai figli vogliono arricchirli perché sanno che comunque impareranno il libanese per altre vie.<br />
</em><em>I libanesi hanno la loro identità, molto flessibile e certamente un po’ internazionale:si adattano, ma è il normale sviluppo, secondo me. Non credo ad esempio che avere un sistema di trasporti pubblici in Libano significhi per forza copiar l’Occidente, penso significhi migliorare indipendentemente da dove il miglioramento viene!</em></p>
<p style="text-align:justify;" align="justify"><strong>Passiamo a un tema di cui sicuramente già avrai ampiamente parlato:la donna in Libano. Vedo che tu prendi in considerazione una doppia schiavitù:quella del velo ma anche quella del bisturi, che rappresenta un fenomeno meno noto nell’immagine che del Medio Oriente si ha in Europa.<br />
</strong><em>Sì, in Libano c’è l’ossessione delle apparenze:la donna libanese ha un’immagine molto libera, vedi tantissime ragazze in minigonna ricoperte di trucco, con i tacchi, ma niente affatto libere. Penso sia come una donna con burqa, schiava, vittima della società che impone alle donne la bellezza obbligatoria. È una sottomissione diversa alla società.<br />
</em><em>Poi questa donna sta in minigonna ma non può dar cittadinanza ai suoi bambini, non ha autorità, è sempre il marito o l’uomo o il padre a decidere tutto. Allora a cosa serve?</em></p>
<p style="text-align:justify;" align="justify"><strong>Tu, in quanto blogger, pensi di poter cambiare qualcosa in questa situazione?<br />
</strong><em>Sono molto ottimista e posso darti un piccolo esempio di come un piccolo blog può cambiare le cose. Tempo fa c’era una campagna pubblicitaria per la festa della mamma con una foto di madre e figlia con un naso enorme che diceva “Grazie mamma per il bene e per il male”, quindi indirettamente dicevano che il naso è un male che la madre passa alla figlia, il che è assurdo perchè non è un male e non è colpa della madre, poi un naso grandino può fare qualcuno molto bello. Allora ho fatto un post con una parodia critica di questa pubblicità, facendo un paragone anche con la trasmissione dell’Aids; qualche settimana dopo hanno cambiato la pubblicità in “Grazie mamma per avermi fatto unica”, hanno cambiato le immagini, anche.<br />
</em><em>Sai, è importante, perchè in un paese dove le ragazze sono così ossessionate sarebbe un incubo per una ragazza con un naso grande vedere una pubblicità così!</em></p>
<p style="text-align:justify;" align="justify"><strong>Quindi, come dicevi prima, i blogger iniziano ad avere più rilievo…<br />
</strong><em>Sì, spesso vengono presi illustratori e blogger anche per occuparsi di pubblicità.</em></p>
<p style="text-align:justify;" align="justify"><strong>Riguardo l’inquinamento e traffico in Libano, cui prima accennavi, che dici? C’è secondo te un modo di sviluppare ecologicamente il Libano senza rischi? Quando si tenta la ricostruzione delle ferrovie, vengono subito distrutte dalla guerra:pare allora che i libanesi abbiano smesso di tentare.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignright" style="margin-left:20px;margin-right:20px;border-color:black;border-style:solid;border-width:2px;" src="http://www.caffenews.it/wp-content/uploads/2011/11/7234ba5579c14bd986a60c94dc9b_grande-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /><em>In Libano la gente è sempre pronta alla guerra improvvisa. Io ho vissuto la guerra del 2006, non quella difficile, la guerra civile.<br />
</em><em>Nel 2006 la guerra fu improvvisa:c’è sempre un senso di provvisorietà per cui non sai quello che succederà domani, è anche per quello che i libanesi sono molto legati alla vita, alla vitalità, al carpe diem.<br />
</em><em>Gli piace divertirsi e fare festa perché oggi è così e domani non si sa.<br />
</em><em>Ma non è una scusa per evitare di far progressi come metro, treni, strade:sai quanti giovani muoiono in incidenti perché non ci sono regole, marciapiedi?<br />
</em><em>La gente attraversa la strada a piedi, ci sono problemi di internet lento, elettricità che salta. Spero che questo cambi senza guerra.<br />
</em><em>Ad esempio mia nonna aspetta sempre la guerra, è abituata, ma forse la nostra generazione può uscire da questo circolo perché non ha vissuto una guerra davvero devastante come quella civile:forse si può arrestare questa paura continua e questa mentalità.<br />
</em><em>Sono sicura che anche se tanta gente va via dal Libano per farsi una vita migliore, la vita si può far anche in Libano.</em></p>
<p style="text-align:justify;" align="justify"><strong>Ma ci sono molti infatti che tornano.<br />
</strong><em>Molti sì, ma molti no, sono rimasti fuori a cercare una vita migliore.</em></p>
<p style="text-align:justify;" align="justify"><strong>Allora per finire, se dovessi consigliare all’Italia un prodotto culturale libanese?<br />
</strong><em>Il gruppo Meen:musica molto libanese e al tempo stesso ironica. Molti libanesi cantano in <a href="http://admaster.heyos.com/core/clickfromclick.asp?idutente=7539&amp;tipo=G&amp;ideditore=551&amp;otp=MX5YZYM7SYYY5IHZYWZQGIYS&amp;d=http%3A%2F%2Fwww%2Ecaffenews%2Eit%2Fmezzogiorno%2Dsud%2F28790%2Fil%2Dlibano%2Din%2Dfumetti%2Dintervista%2Da%2Dmaya%2Dzankoul%2F&amp;k=inglese&amp;tooltips=S&amp;dettaglio=S&amp;idtooltip=143339772">inglese</a>, loro invece usano il libanese e scrivono testi molto simpatici, divertenti.</em></p>
<p style="text-align:justify;" align="justify"><strong>E un prodotto di cucina, visto che nel tuo blog si parla anche di questo?<br />
</strong><em>Posso dirne tanti? Fattouche (insalata con pane tostato o fritto, cetrioli, lattuga, cipolla, limone ecc) con melassa di melograno (“dibs el remmen”), che è un po’ acida, poi labneh (a metà fra yogurt e formaggio fresco). Fra l’altro ultimamente ho fatto un’esposizione proprio sul cibo libanese… Ah, poi comunque c’è il knefeh (torta di semolino e formaggio) come dolce.<br />
</em><em>Ma alla base della cucina libanese ci sono labneh e olive.</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/altriarabi.wordpress.com/996/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/altriarabi.wordpress.com/996/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/altriarabi.wordpress.com/996/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/altriarabi.wordpress.com/996/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/altriarabi.wordpress.com/996/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/altriarabi.wordpress.com/996/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/altriarabi.wordpress.com/996/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/altriarabi.wordpress.com/996/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/altriarabi.wordpress.com/996/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/altriarabi.wordpress.com/996/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/altriarabi.wordpress.com/996/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/altriarabi.wordpress.com/996/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/altriarabi.wordpress.com/996/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/altriarabi.wordpress.com/996/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.altriarabi.it&amp;blog=3282321&amp;post=996&amp;subd=altriarabi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Libano, Maya Zankoul: la sua terra a fumetti e la guerra alla musica &#8220;maschilista&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 13:36:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#124; Osservatorio Iraq &#124; Mercoledì 26 ottobre 2011 &#124; Angela Zurzolo &#124; Messaggi sessisti lanciati dai cantanti pop libanesi nei loro testi e nei loro videoclip, donne che non possono dare la nazionalità ai loro figli, ma anche strade dissestate, niente corrente, internet lento e pregiudizi sulle ventunenni non ancora convolate a nozze. Il Libano moderno, e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.altriarabi.it&amp;blog=3282321&amp;post=989&amp;subd=altriarabi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">| <a href="http://www.osservatorioiraq.it/content/libano-maya-zankoul-la-sua-terra-a-fumetti-e-la-guerra-alla-musica-maschilista">Osservatorio Iraq</a> | Mercoledì 26 ottobre 2011 | Angela Zurzolo |</p>
<p style="text-align:justify;"><a title="Amalgam : Maya Zankoul" href="http://www.sirente.it/9788887847338/amalgam-maya-zankoul.php"><img class="alignleft" style="margin-right:20px;border:black 2px solid;" title="Amalgam : Maya Zankoul" src="http://www.sirente.it/book/9788887847338.jpg" alt="" /></a><a title="Amalgam 2 : Maya Zankoul" href="http://www.sirente.it/9788887847345/amalgam-2-maya-zankoul.php"><img class="alignleft" style="margin-right:20px;border:black 2px solid;" title="Amalgam 2 : Maya Zankoul" src="http://www.sirente.it/book/9788887847345.jpg" alt="" /></a></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Messaggi sessisti lanciati dai cantanti pop libanesi nei loro testi e nei loro videoclip, donne che non possono dare la nazionalità ai loro figli, ma anche strade dissestate, niente corrente, internet lento e pregiudizi sulle ventunenni non ancora convolate a nozze. Il Libano moderno, e Maya Zankoul in particolare, stanno affrontando una guerra dal carattere molto diverso da quelle a cui siamo abituati.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Osservatorio Iraq ha intervistato <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maya_Zankoul">Maya Zankoul</a>, ieri, al <a href="http://www.caffeletterarioroma.it/" target="_blank">Caffè Letterario </a>di Roma, durante un incontro organizzato dall&#8217;associazione <a href="http://www.arabismo.it/" target="_blank">Arabismo </a>e dalle Biblioteche comunali di Roma. Vi presentiamo l&#8217;autrice del blog illustrato dal quale sono stati tratti tre libri, l&#8217;ultimo dei quali &#8216;Amalgam&#8217;, appena tradotto in Italia dalla casa editrice <a href="http://www.sirente.it">il Sirente</a>.<br />
Il suo profilo e i suoi occhi tradiscono le sue origini, ma <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maya_Zankoul">Maya Zankoul</a> si mimetizza bene tra le ragazze italiane. Stesso stile, stesso modo di muoversi in un caffè e socializzare. E un nome, Maya, che in Libano non rivela alcun dettaglio sul suo credo religioso.<br />
Questa graphic designer di ventiquattro anni, già autrice di tre libri, l&#8217;ultimo dei quali <em><a href="http://www.sirente.it/9788887847338/amalgam-maya-zankoul.php">Amalgam</a> </em>(appena tradotto in Italia da Chiarastella Campanelli, per la casa editrice <a href="http://www.sirente.it">il Sirente</a>), nasce come <a href="http://mayazankoul.com/" target="_blank">blogger</a>.<br />
&#8220;Mi sono sentita poco d&#8217;aiuto di fronte a tutto ciò che non andava per il verso giusto nel mio paese ma, adesso, tutte quelle cose che prima mi davano fastidio, mi urtano di meno perchè sto già facendo qualcosa per combatterle: mi sto esprimendo e rivolgendo al mondo. Il primo passo per il cambiamento, secondo me, è parlare, diventare attivisti, sollevando istanze politiche e sociali delle quali prima la gente non parlava, perchè nella vita quotidiana erano ormai diventate normalità, cose all&#8217;ordine del giorno. Adesso, sento la responsabilità di provare ad effettuare un cambiamento&#8221;, ci racconta <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maya_Zankoul">Maya</a>.<br />
E lo fa in una maniera davvero originale, senza mai cedere a facili drammatismi, ma sempre e solo usando l&#8217;ironia come mezzo per denunciare ed entrare nella coscienza degli individui attraverso ciò che sta sotto i loro occhi ogni giorno.<br />
&#8220;In realtà, la satira è un modo di rispondere agli eventi drammatici. Mi servo di uno stile comico per introdurre questi eventi e farli accettare&#8221;.<br />
Sulla questione siriana, alle porte dei confini territoriali con la sua terra, ci dice: &#8220;E&#8217; molto triste e spezza il cuore ciò che sta accadendo lì. ogni giorno giunge la notizia di gente che sta morendo in un modo veramente violento. E&#8217; inaccettabile. E&#8217; molto triste che sia così vicino, ma che cosa possiamo fare?&#8221;.<br />
Poi, ci spiega cosa significhi essere una ragazza libanese in un mondo arabo in rivolta: &#8220;In Libano, non è come negli altri paesi della primavera araba. Noi abbiamo molta più libertà degli altri paesi ma la battaglia di una ragazza nel mio paese è principalmente sociale, perchè le donne non hanno tutti i loro diritti, quindi c&#8217;è molto per cui combattere. C&#8217;è molto da fare per migliorare le infrastrutture e il sistema economico. Così, può essere una battaglia ma può essere anche molto divertente, perchè la vita in Libano è ricca, ci sono molte cose da fare, ci sono molte attività, la gente è molto attiva&#8221;.<br />
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maya_Zankoul">Maya</a> dà voce ad un Libano che lo scenario internazionale sembra ancora non riconoscere ed interpretare &#8220;come se fosse ancora in guerra. Ma la guerra è finita e il Libano ne sta ora pagando le conseguenze, affrontando però problemi quotidiani. Ogni giorno l&#8217;elettricità viene tagliata, internet è lento. Ma stiamo attraversando un periodo di relativa calma&#8221;.<br />
La protagonista del libro di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maya_Zankoul">Maya Zankoul</a> è emblematica. Dal carattere autobiografico, la graphic novel si presenta come una raccolta di episodi realmente accaduti nella vita quotidiana dell&#8217;autrice.<br />
Una vignetta presente sul suo blog, racconta di un suo viaggio insieme alle amiche verso Ceddars. In macchina, l&#8217;autista, un vero &#8216;fighetto&#8217;, canta una canzone che rivela particolarmente cosa significhi vivere in una società sessita, nella quale il pregiudizio verso il clichè della donna-madre e casalinga, è accettato e riconosciuto socialmente da molti.<br />
&#8220;E&#8217; un episodio accaduto la scorsa estate. C&#8217;è una canzone davvero sessista ma davvero popolare in Libano. Tantissime persone la adorano. Il cantante si chiama Hammad Askandar, un artista che si diverte molto a catturare l&#8217;attenzione del pubblico scrivendo canzoni sempre più folli. E&#8217; davvero triste perchè esprime il concetto che se un altro ragazzo mi dovesse guardare, lui punterebbe una pistola alla sua testa e gli sparerebbe su due piedi. Inoltre, afferma che la sua donna non dovrebbe rispondere al cellulare se non in sua presenza. Molto &#8216;macho&#8217;, ma davvero inaccettabile! E la gente ama questa canzone! In un&#8217;altra canzone, il videoclip è un disastro. Lui è con sua figlia e quest&#8217;ultima vuole lavorare, ha finito l&#8217;università e cerca lavoro. Tutta la canzone è centrata sul fatto che lei non dovrebbe lavorare: Resta a casa e sii il presidente del mio cuore&#8221;.<br />
Nel video si vede un direttore nell&#8217;ufficio che molesta sessualmente la ragazza e intanto il cantante ammonisce la ragazza, per persuaderla che &#8220;il direttore vedrà quanto sei bella e ti tormenterà&#8221;. Inoltre, aggiunge: se lavori, dovrai lasciare tuo figlio con la domestica dello Sri Lanka che è violenta e i bambini, soli con lei, piangono.<br />
&#8220;Una realtà totalmente capovolta, quest&#8217;ultima, dal momento che in Libano le lavoratrici domestiche sono praticamente ridotte a subire uno stato di &#8216;servitù&#8217; e contemporaneamente di schiavitù, che preoccupa e inorridisce quanto più aumentano i casi di violenza sessuale dei padroni sulle domestiche e i casi di suicidio tra le lavoratrici che molto spesso provengono da Sri Lanka o Filippine.<br />
I problemi relativi ai diritti delle donne in Libano, poi, sono anche altri. &#8220;C&#8217;è molto da fare. Le donne libanesi non possono dare la nazionalità ai loro figli, e ciò è profondamene ingiusto&#8221;. Il sistema sociale libanese, infatti, ha base patriarcale e riconosce piena cittadinanza solo ai maschi.  Quest&#8217;anno, la pubblica accusa e una commissione giuridica presso il ministero della Giustizia hanno contestato una decisione pronunciata a giugno da tre giudici, che consentiva a Samira Soueidan di trasmettere la propria cittadinanza libanese a tre dei suoi figli.<br />
A complicare la vita delle donne, anche il pregiudizio sociale: &#8220;In Libano, prima dei 21 anni nessun genitore ti parla di ragazzi. Dopo i 21 anni, vogliono che tu ti sposi. Così! Cambiano improvvisamene subito! Dopo il mio successo con il blog, mia nonna mi ha chiesto: Hai delle buone notizie per me? e io ho risposto: Ho un libro, un blog e sta andando tutto davvero bene&#8221;.<br />
E infatti il suo libro è nella &#8216;top five&#8217; dei più letti&#8230;: &#8220;Lei ha risposto: Voglio che tu ti sposi! Questa è la sola buona notizia per me!&#8221;.<br />
Maya continua invece a puntare sul suo talento da graphic designer: se all&#8217;inizio trovava i suoi studi noiosi ed asettici, poi il suo talento ha saputo trovare un modo per trasformarsi in qualcosa che la entusiasmava, con il suo blog e il suo &#8216;Zankoulizer&#8217;, uno Zankoulizzatore, l&#8217;applicazione attraverso la quale chiunque può creare un suo personale avatar, un suo personale personaggio, servendosi dello stile grafico dell&#8217;artista.<br />
Maya ci spiega che le sue opere &#8220;Non sono fumetti, perchè, sai, i fumetti tradizionali hanno delle strisce e dei box per le storie. Nei miei disegni non ci sono nuvolette. Il testo è libero. Sono storie illustrate&#8221;.<br />
Il lavoro di Maya si è concentrato negli anni passati anche sugli aspetti politici del paese, in particolare raccontando le elezioni, attraverso il suo humour dissacrante. Se le si chiede però se il suo lavoro può avvicinarsi per alcuni aspetti anche al graphic journalism, risponde: &#8220;Le mie sono storie vere ma non so. Forse tu lo puoi chiamare graphic journalism. Per ora, io sto solo divertendomi. Sono cresciuta con i cartoni animati e mi sono sentita molto influenzata da alcuni corti. Tra i miei progetti futuri, quello di trasformare i miei protagonisti in cartoni animati&#8221;.</p>
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